“se poteste porvi al centro di questo
capannone, a Villa Pedergnano di Erbusco, alle spalle di
sette magnifiche persone, osservandole nell’impegno fertile e
nell’orgoglio di un’azione produttiva alla macchina – loro che tanta
carta accusa “fuori”, per via di un disagio,
di una digressione di natura, per
un accidente e una malattia –
ebbene tocchereste con mano il senso alto della
religione del lavoro, quando si innesta nella persona un senso di
identità vissuto nel fare, su un luogo che sente appartenerle”
dal Giornale di Brescia del 19 agosto 2004